Sapete chi è un toddler?
La parola si riferisce a un bambino di un'età che va a grandi linee da uno a tre anni, e deriva da "to toddle", ovvero "camminare in modo incerto". Non c'è un equivalente italiano altrettanto efficace.

In quell'immagine di camminata incerta si racchiude tutto: la voglia e la caparbietà di esplorare il mondo da solo e il bisogno ancora forte di essere accompagnato. E questo delicato equilibrio tra autonomia e dipendenza è la chiave di tutta la relazione che l'adulto costruisce con lui.
È un'età straordinaria, in cui i bambini compiono balzi evolutivi stupefacenti, dal punto di vista fisico e cognitivo, e questo spesso è destabilizzante tanto per loro quanto per noi che dovremmo sostenere il loro percorso di crescita.

Non è raro che un genitore-lettore si ritrovi improvvisamente spiazzato: quel bimbo angelico che ascoltava con attenzione ogni libro, ridendo, guardando attento le pagine o il volto di mamma e papà, ora sembra non ascoltare più. Non resta seduto davanti al libro, salta qua e là, sguscia via da tutte le parti.
Che fare? Rinunciare al proposito di leggere per lui?
Naturalmente no: sappiamo che la lettura ad alta voce è fondamentale per lo sviluppo cognitivo del bambino, per migliorare il suo linguaggio, la sua creatività, la sua conoscenza del mondo. E poi, non dimentichiamolo, la lettura condivisa crea tra genitori e figli una connessione irrinunciabile, regalando momenti di coccole, condivisione, divertimento.

Proviamo allora a cercare delle strategie diverse, a trovare la chiave giusta che ci permetta di leggere a un bambino di uno-due anni che non vuole stare fermo.


Le direzioni sono essenzialmente due: adottare delle nuove modalità di lettura e scegliere i libri adatti a suscitare il loro interesse.

Come leggere a un toddler.


Il bambino, dicevamo, è in piena scoperta del suo corpo, delle sue potenzialità, del movimento, della sensorialità. Una scoperta che va valorizzata e assecondata, e non inibita.
Come conciliarla con la lettura? Ecco qualche piccolo suggerimento.

1. Approfittare dei momenti tranquilli
Sembra scontato, ma è bene ricordarlo: il momento ideale per leggere a un bambino, lo decide il bambino. Inutile tentare di leggere quando ne abbiamo voglia noi, se in quel momento lui (o lei) ha voglia di correre o di giocare a palla.
Ma anche i bimbi più scalmanati, a un certo punto, hanno bisogno di trovare pace tra le braccia di mamma e papà, ed è in quel momento che potrete aprire il libro e leggere per loro: piano piano, impareranno ad associare il libro al momento della coccola, e anche a fermarsi ad ascoltarlo.

2. Movimentare le letture
Avete presente quella faccenda di Maometto e della montagna? Ecco: vale anche qui.
Se il bambino non vuole stare fermo davanti a un libro, sarà il libro a muoversi con il bambino.
Questo non significa che dovete rincorrere vostro figlio con il libro in mano, ma che dovrete scegliere il libro giusto (quali? Ne parleremo dopo) e leggerlo assecondando i suoi bisogni di stimoli.
Mimate, imitate suoni e rumori, fate vocine e vocione, usate il libro come un oggetto dietro il quale fare cucù, coinvolgetelo nei gesti e nella recitazione: capirà presto che leggere può essere molto divertente.

3. Lasciarsi guidare
Capita spesso che un bimbo, soprattutto i più piccoli, cominci a girare le pagine da solo mentre il genitore legge, a indicare le figure, a ignorare beatamente la lettura che il genitore sta facendo per esplorare il libro a modo suo.
È il suo modo di conoscere il libro, il suo funzionamento, la sua sequenza (se io torno indietro, trovo ancora la stessa figura? E la mamma legge di nuovo la stessa cosa? Dov'è quell'animaletto che ho visto prima?).
È una fase di scoperta e sperimentazione, ed è parte naturale del processo di avvicinamento al libro e alla lettura.
Assecondatelo, rispondete alle sue domande, seguite la sua logica: il vostro bimbo non vi sta dimostrando il suo disinteresse per i libri, ma l'esatto contrario.

4. Continuare a leggere, comunque
Anche se sembra di no, quella specie di scimmietta che salta dal divano e si arrampica sulla libreria mentre cercate di leggergli un libro vi sta ascoltando.
Quindi non mollate la lettura appena si stacca da voi e ricomincia a muoversi: spesso è semplicemente il suo modo di ascoltare.

Cosa leggere a un toddler.

Abbiamo parlato di "come" leggere, ora passiamo al "cosa". Come dovrebbe essere un libro per bambini di uno o due anni?

1. Risponde ai suoi interessi
La prima raccomandazione sembra ovvia, ma non è detto lo sia.
La cosa più importante, per appassionare un bambino alla lettura, è seguire le sue inclinazioni.
È fondamentale tenere bene a mente che i bimbi trovano rassicurante ciò che già conoscono. È il motivo per cui amano le ripetizioni, o vogliono farsi leggere mille volte di seguito lo stesso albo.
Per catturare la loro attenzione, quindi, meglio partire da qualcosa che conoscono bene e per la quale hanno già espresso interesse.
Per quanto vi sembrino affascinanti le storie di fate, di pianeti lontani o (peggio) le riflessioni astratte su cosa significhi la vera ricchezza della vita, no: non fanno per loro.
Partite quindi dall'esperienza quotidiana, dalle loro emozioni, dai loro giochi, oppure da elementi che hanno particolare presa su di loro, come ad esempio gli animali.

2. Risponde alle sue esigenze di scoperta
Il "toddler", dicevamo, è in piena fase di scoperta: del mondo attorno a sé ma prima di tutto del mondo che lui rappresenta: il suo corpo, la sua fisicità.
Scegliamo allora letture che rispondano ai loro bisogni di movimento, di esplorazione, di scoperta. Un libro che gli dia stimoli sensoriali, che lo accompagni verso la consapevolezza del proprio corpo, della sua voce, dei suoi movimenti.

3. Risponde alle sue capacità di attenzione e al suo sviluppo cognitivo
Impensabile leggere una favola con lunghi testi e poche immagini a un bambino che non vuole stare fermo: il solo stimolo uditivo non basterebbe ad agganciare la sua attenzione.
Ma anche, dall'altro lato, un libro-dizionario, di quelli che trovate su molti scaffali per la prima infanzia, con una figura per pagina e un nome sotto la figura, potrebbe non essere adatto allo scopo, perché troppo semplice, quindi noioso, soprattutto dopo i 18 mesi.

È un'età, questa, in cui le capacità cognitive evolvono a ritmi incredibili, e anche i libri dovrebbero stare al loro passo, offrendo contenuti né troppo semplici (annoierebbero e non stimolerebbero), né troppo complessi (verrebbero ignorati).

Da un anno a 18 mesi
Scegliamo libri semplici, senza una storia in sequenza, in modo che possano essere sfogliati anche in modo non lineare (i bambini gireranno le pagine avanti e indietro e indicheranno gli oggetti che voi nominerete). Le immagini devono essere semplici, con sfondi neutri, povere di dettagli. I bimbi più irrequieti possono essere coinvolti da onomatopee e coccole.

Dai 18 mesi
Il bambino inizia a padroneggiare i nessi di causa-effetto: ora è il momento di proporre le prime protostorie, con azioni semplici che il bambino può conoscere. Oltre ai suoni e ai giochi con il corpo del bimbo, possiamo introdurre le finestrelle, che incuriosiscono il bambino e lo tengono attivo.

Dai 2 anni
Al bambino ora è chiaro "come funziona" un libro. Per coinvolgere i bimbi più dinamici, ora potete osare e giocare proponendogli libri "interattivi" in cui il lettore può immaginare di modificare storia e contenuto del libro con le proprie azioni.

Allora, passiamo ai titoli? Ecco le mie proposte di libri "a prova di toddler"

Libri per bambini "irrefrenabili", di uno e due anni.

(lo so, alcuni non sono disponibili, ma è l'occasione perfetta per fare un bel giro in biblioteca!)

L'uccellino fa... (da 1 anno e anche prima)

Tra le tante cose che sperimenta un bambino a questa età c'è la voce: come faranno mamma e papà ad articolare quelle belle parole? E io, come faccio a urlare, a soffiare, a fare rumore?
L'uccellino fa è un libro pieno di versi, tutti da ascoltare e da provare a ripetere. Il primo passo per imparare a parlare. La mia recensione, qui.

Tutti i baci del mondo (da 1 anno)

Trasmettere l'amore per la lettura significa far capire chiaramente che leggere è relazione, è coccola, è gioco. Questo libro è un "catalogo di baci", da sfogliare e provare immediatamente con il bambino, trasformando la lettura in contatto fisico. Le pagine cartonate e fustellate "a rubrica" permettono al bambino di sfogliarlo autonomamente, indicando al genitore quale bacio vuole ricevere (e prendendo così confidenza con il "funzionamento" del libro).
Qui la mia recensione.

Morsicotti (da 18 mesi)

Insieme alla voce, il bambino scopre che il suo corpo è fatto da tanti pezzi, e ognuno si muove in modo diverso, ha una forma diversa e dà sensazioni diverse. Attraverso un topolino che mordicchia e solletica pancini, orecchie, manine e piedini, Morsicotti è un libro che si trasforma in un gioco (e in una coccola) tra lettore e bambino. E in più, ci sono gli animali da imitare, nel verso e nel movimento. Un libro che non vuole proprio stare fermo. La mia recensione, qui.


Lupo Baldo, Lindo Porcello e gli altri della collana "I bohemini" (da 18 mesi)

Anche qui ci sono molti versi e molte onomatopee, tutti da recitare, ma anche dei personaggi che rispecchiano moltissimo i pensieri dei bambini, una struttura narrativa semplice semplice, fatta di rassicuranti ripetizioni, e illustrazioni a contrasto su fondo neutro, per attirare l'attenzione anche dei più distratti. La mia recensione, qui.

Gnam! A me piace... o un altro libro con le finestrelle di Yusuke Yonezu (da 18 mesi)


Se anche le dita dei vostri bimbi non vogliono stare ferme, intrattenetele con un bel libro con buchi e finestrelle, come questo di Yonezu.
Le immagini sono semplici, ben definite e molto espressive, e il meccanismo dell'animale che mangia il suo cibo preferito è molto coinvolgente. Ne avevo parlato in questo post dedicato ai libri per i primi mesi.

Dalla testa ai piedi, di Eric Carle (dai 2 anni)
dalla testa ai piedi

Una carrellata di animali che "sfidano" i bambini a muoversi come loro. Un libro che invita al movimento e all'interazione, che gioca con i piccoli lettori rivolgendosi direttamente a loro, che li aiuta a prendere consapevolezza del proprio corpo. Ne ho parlato qui.

Il libro cane o altri libri interattivi

Il bimbo fa qualcosa su una pagina (soffia, schiaccia, strofina) e nella pagina successiva il suo gesto fa succedere qualcosa: è la versione cartacea dei videogiochi, in cui la fantasia fa da degnissima sostituta alla tecnologia.
Un meccanismo che affascina e diverte anche i bimbi più dinamici. Oltre a Il libro cane (di cui ho parlato qui) e Il libro gatto di Minibombo, potete pensare a Un libro e altri titoli simili di Tullet, oppure sbirciare tra le mie recensioni di Su e giù con Bunny e Coniglietto fa il bagnetto.

Caterina e l'orso, a zonzo per il mondo

Questo è un libro che non si può proprio leggere stando fermi! Bisogna seguire e imitare Caterina e l'orso, che vanno in giro muovendosi nei modi più strani: su una zampa, a tre zampe, saltando o rotolando. Ne ho parlato qui.

Pandino cosa fa?
Quante cose potete imitare con posture e movimenti? Questo libro (di cui vi ho parlato qui) permette ai bambini non solo di sfogarsi e muoversi, ma anche di prendere consapevolezza delle capacità espressive del proprio corpo.

Vogliamo scommettere che in questo modo anche i toddler più irrefrenabili impareranno quanto è bello leggere?


 

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