"Mamma, quando arriva la sorellina?"
Tre mesi dopo: "Mamma, quando va via la sorellina?".
I nuovi arrivi, si sa, non sono mai come te li aspetti.
Il panorama di libri e albi su questo tema è davvero sconfinato e, per la maggior parte dei casi, fatto di storie banali, scontate e didascaliche. Storie che cercano l'immedesimazione forzata con i protagonisti, storie che "insegnano" sentimenti e sensazioni (che no: non si possono insegnare).


Pochi titoli fanno eccezione, e tra essi c'è Lo scambio, di Jan Ormerod e Andrew Joyne, un albo di qualche anno fa che Terre di mezzo editore ha riedito in una doppia versione: tascabile o con copertina rigida.
Lo scambio racconta la storia di Carolina, una piccola coccodrillina appena diventata sorella maggiore. Sua madre decanta le lodi del fratellino:
È verde come un bruco e ha gli occhi gialli come un tuorlo d'uovo.

E questi complimenti (così ridicoli ai nostri occhi umani) rendono Carolina molto gelosa.


Il fratellino sbava, puzza, ma soprattutto si prende tutto lo spazio sulle ginocchia di mamma coccodrillo.
L'immagine della mamma che lo coccola, invita gli adulti (o i bambini più attenti) a notare i particolari delle foto appese, scoprendo l'evoluzione di Carolina da figlia unica a sorella maggiore.


Durante un giorno di shopping, Carolina ha l'occasione perfetta: lasciata da sola a badare al fratellino mentre la mamma è in un negozio (a cambiare un cappello), vede l'insegna "Il paradiso dei piccoli", e decide di provare a scambiare il fratellino con un altro, proprio come si farebbe con un oggetto difettoso o un abito che non ci sta bene addosso. Proprio come sta facendo la mamma con il cappello.


Carolina cerca un cucciolo che abbia caratteristiche precise: occhi gialli, artigli affilati. Non si può non notare che la piccola vuole per prima cosa gratificare la mamma, seguire le sue preferenze.
Il negoziante le fa "provare" diversi esemplari: un panda, un elefante, due cuccioli di tigre. Ogni volta, però, qualcosa va storto.
Il panda, ad esempio, non gradisce pesce a rane, e si mette a rosicchiare le sedie di bambù del ristorante.


Quando, alla fine di tutte queste prove, Carolina descrive meglio al negoziante le caratteristiche che vuole in un cucciolo, lui le propone "un coccodrillo di seconda mano": alla fine il cucciolo che meglio si adatta alle sue esigenze è proprio suo fratello.

Per quanto l'insistenza (un po' eccessiva) sulla parola "gelosia" e l'happy ending possano ricordare i tanti albi scritti a tavolino "per risolvere un problema", Lo scambio compie un'operazione molto più profonda, calando la vicenda in una situazione nuova e divertente (quella del "reso" in negozio), e costruendo una storia che fa sentire il bambino compreso anche senza forzature didascaliche, ma soprattutto delineando un mondo narrativo grazioso e godibile.
La città, un centro d'altri tempi con le classiche botteghe, abitata da animali antropomorfi e ricca di dettagli, ricorda un po' le ambientazioni di Richard Scarry, con un tratto più elegante e moderno, e i contrattempi creati dai "fratellini in prova" rendono la narrazione movimentata e divertente.

E naturalmente no: questo libro non farà superare la gelosia per il nuovo arrivato, ma forse farà sentire il fratello maggiore più compreso e accettato nei propri sentimenti, anche negativi, che riuscirà piano piano a metabolizzare.

E voi, oltre ai libri, che trucchi avete usato per creare un legame tra fratelloni e fratellini, prima che avessero l'età per giocare insieme alla pari? Le strategie cambiano molto secondo l'età del più piccolo e la sua capacità di interazione. Ecco le nostre.

un po' di idee per far giocare insieme fratelli maggiori e minori.


Appena nati: "Aiutami a..."
Impossibile per un bambino interagire con un neonato. Lo si può però far sentire partecipe e gratificato ritagliandogli qualche spazio "di responsabilità" nella gestione del più piccolo.
Anche bimbi di pochi anni, possono aiutare a:

  • passare salviette e pannolino durante il cambio,
  • intrattenerli "leggendo" loro un libro (quelli semplici con poche parole, come L'uccellino fa, possono essere letti anche da bimbi di due-tre anni)
  • tenerli d'occhio ("Mi avverti quando si sveglia?")
  • fare il bagnetto, magari insaponando un piedino o la schiena, o passando il docciatore per sciacquare.


Da quando stanno seduti: il momento dell'ammirazione.
I nuovi arrivati sono sempre curiosissimi e ammirati nei confronti dei fratelli maggiori, forse perché li riconoscono più simili a loro rispetto a mamma e papà. Basterà poco, allora, per coinvolgerli, gratificando moltissimo i maggiori.

  • I fratelli maggiori possono aiutare a dare le prime pappe ai piccoli,
  • possono "esibirsi" davanti a loro in giochi di movimento: dal saltare al far volare una palla, dal soffiare bolle di sapone al far cadere dei piccoli oggetti. Sono tutte cose che normalmente fanno ridere molto i neonati, gratificando molto i fratelli maggiori.


Da quando imparano a gattonare: le prime interazioni.
Pian piano, i piccoli prendono coscienza e confidenza dei propri movimenti, e l'esplorazione delle proprie possibilità diventa per loro il gioco più divertente, anche da condividere.

  • I due fratelli possono cimentarsi in piccole gare o percorsi semplici, a quattro zampe, con piccoli ostacoli da schivare, tunnel improvvisati o materassini su cui salire.
  • Possono scambiarsi una palla o dei palloncini.
  • Possono cimentarsi in manipolazioni, semplici travasi di piccoli oggetti da un contenitore all'altro o piccoli giochi di "ordine". Provate ad esempio mettere un contenitore pieno di macchinine davanti al piccolo: molto probabilmente lo svuoterà, e in questa attività il grande potrà inserirsi giocando con le macchinine estratte dal piccolo.
  • I grandi possono insegnare ai piccoli i loro primi gesti, come battere le mani.

Gioco consapevole: quando iniziano a seguire le prime, semplici, regole.
Secondo l'età e le attitudini dei bambini, saranno pronti a un certo tipo di attività oppure a un'altra. Ecco le più semplici da cui cominciare:

  • "Suonare" insieme, con strumenti improvvisati come pentole e bottiglie sensoriali.
  • Creare una pista per le macchinine (basta un grande libro che faccia da piano inclinato: il grande la crea, il piccolo la usa).
  • Fare il bagnetto insieme.
  • Chiudersi in una "tana segreta" fatta di cuscini.
  • Giochi artistici condivisi: colori a dita o gessetti sul marciapiede.


I primi giochi in scatola
Già dai due anni si possono iniziare i bambini ai primi giochi da tavolo da condividere con i fratelli più grandi. Ecco quelli che a casa nostra hanno avuto più successo:

  • Il frutteto, celebre gioco cooperativo (ovvero: si gioca insieme e non uno contro l'altro) della Haba.
  • Little Circuit (Djeco) un primo gioco dell'oca con un dado colorato (così non serve conoscere i numeri), che si può giocare soltanto con i colori o aggiungendo ulteriori regole.
  • Loto (sempre della Djeco), un ibrido tra bingo e memory (ma si può giocare come un bingo semplice), che risulta semplice per tutti.
  • Dai tre anni, poi, c'è il mitico Dobble, così divertente che ci giochiamo anche noi adulti senza bambini. Esiste anche nella versione Kids, con disegni più semplici, ma il Piccolo D non ha mai avuto problemi a giocare nella versione originale, imparando presto il significato di "punto esclamativo" e simboli simili.

E i vostri bimbi, come giocano tra loro, tra un "mamma!" e l'altro?



         

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