Se vi dico "migrazione" a che animale pensate?
Scommetto che è una rondine, vero? (mannaggia, potevo scommetterci qualcosa davvero!).

migrazioni

Poi basta prendere in mano un libro come Migrazioni. Gli incredibili viaggi degli animali per scoprire che a migrare sono anche tartarughe, megattere, farfalle, granchi...
Sono venti le storie di animali dipinte in questo elegante volume, edito da Editoriale Scienza. In ognuna, il testo di Mike Unwin (tradotto da Lucia Feoli) ci porta subito dentro il percorso dell'animale, come se fossimo al suo fianco, immersi nel suo ambiente.
Ne sentiamo il freddo o il caldo, ne percepiamo i colori e ci ritroviamo trascinati nel viaggio.

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Le suggestive illustrazioni di Jenni Desmond, che invadono la doppia pagina ospitando il testo al loro interno, amplificano questa sensazione di immersione.

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Mentre viviamo questa immedesimazione, scopriamo aspetti sorprendenti e insoliti del fenomeno migratorio.
Ad esempio, che le farfalle monarca non sopravvivono lungo l'intero viaggio, che si svolge per loro nell'arco di quattro generazioni. Oppure che la sterna artica migra addirittura da un polo all'altro.

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E perché migrano questi animali? E come lo fanno?
Tra record e descrizioni, Migrazioni risponde a molte domande, senza perdersi in tecnicismi: lo fa con storie brevi e immagini poetiche. Un volo d'uccello (è il caso di dirlo!) su un fenomeno per molti versi sorprendente del regno animale.

Un fenomeno che i nostri nonni conoscevano bene, ma con il quale, nel tempo, abbiamo perso il contatto. Quasi non ci accorgiamo più del letargo e del risveglio, della partenza e del ritorno delle specie che ci circondano (tranne le zanzare: di quelle me ne accorgo eccome!).
Perché non provare allora a tenere un diario degli avvistamenti, dove segnare, mese dopo mese, quali animali sono passati nel giardino, nel parco, dentro casa?
I bimbi più costanti potranno confrontare un anno con il successivo, per cogliere analogie e differenze.

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Per la cronaca: quest'anno le cimici, da me, non sono mai scomparse. Ve lo posso dire anche senza diario.

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