Ci sono superpoteri che ti permettono di cambiare il mondo, altri che ti permettono di cambiare te stesso.


Quello di Antoine, protagonista di Nessuno si muova, un romanzo di Olivier Adam da poco uscito per Camelozampa, è un superpotere incredibile e scenografico, ma anche molto intimo.
Gli succede, infatti, che il tempo attorno a lui si fermi. Non sa come, non sa quando, e non sa nemmeno il perché, ma gli succede.

Il racconto, in prima persona, è suddiviso in capitoli che seguono i diversi episodi in cui questa magia si manifesta.

La prima volta che mi è capitato, ho avuto davvero una fifa blu.


Nessuno si muova non ha illustrazioni, ma riesce a portare con sé immagini di forte impatto, che si compongono nella mente del lettore: persone ferme come statue, gabbiani immobili in cielo, onde congelate nel loro movimento, palloni sospesi a mezz'aria durante una partita.

La scrittura è semplice e onesta, ma non scontata. Come se scrivesse un diario a se stesso, Antoine racconta sensazioni, domande, pensieri e scoperte, in un percorso di consapevolezza in cui il lettore si può facilmente immedesimare.
Il primo approccio con questo strano fenomeno lo intimorisce: lungi dal pensare a come approfittarne, Antoine si chiede quanto durerà, se finirà, e come potrebbe cavarsela se così non fosse. Il ritorno alla normalità è un sollievo.

Mi facevo tutte queste domande quando il mondo si è rimesso in movimento: nelle strade la gente camminava, le auto viaggiavano, nel cielo gli uccelli volavano e alle mie spalle il mare di agitava.

Mi è sembrato tutto straordinario.
Mi veniva da piangere.

Poi, pian piano, Antoine prende coscienza di ciò che può fare, sperimenta le leggi fisiche di questa nuova realtà e, come qualsiasi bambino a cui viene data troppa libertà, combina qualche pasticcio (e ne paga le conseguenze).
Dentro di sé si trova a combattere tra diversi impulsi: vendette, piccoli furti per accaparrarsi quell'oggetto che desidera da tanto. Irresistibile sarà l'impulso di scoprire qualcosa di più su Léa, una vicina di casa di cui Antoine è innamorato.
Ho guardato i suoi dischi per un po'. Non conoscevo niente di quella roba. Nessun nome, nessun viso che compariva. Ho cercato di memorizzarne qualcuno. Una volta a casa, non appena tutto fosse tornato normale, sarei andato ad ascoltarli su Internet. 

Il capitolo dedicato a "La volta più bella", vedrà Antoine proprio in compagnia di Léa, l'unica persona che riuscirà, per una volta, a coinvolgere in questo fenomeno soprannaturale.

Nessuno si muova contrappone la straordinarietà degli avvenimenti ai pensieri ordinari del protagonista, che risulta credibile e realistico con i suoi crucci scolastici, i suoi piccoli problemi familiari e un percorso di scoperta che, pur applicato a qualcosa di magico, potrebbe ricalcare qualsiasi approccio a un nuovo contesto sociale o umano: lo stupore, la paura, lo "studio" della situazione, e infine l'adattamento.

Il racconto di un superpotere diventa così, semplicemente, un racconto di crescita e consapevolezza, dove la magia vera si trova in realtà nelle cose più quotidiane.


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