Un libro per papà.

La festa del papà: non vi sembra un'occasione perfetta per regalare un libro a vostro figlio?

Lo so, potrebbe non sembrare proprio logico, ma se anche voi siete dell'idea che ogni scusa sia buona per comprare un libro per bambini, non potete perdervi questa. In fondo non state regalando un libro: state regalando un momento che vostro figlio e il suo papà potranno godersi insieme, con un libro che parla di lui.

Vi ho convinte? E allora sotto con i consigli per i regali, in ordine di età (dei bambini, naturalmente, non del papà).


 

 Primo anno.


La mani di papà Le mani di papà sono mani che sostengono, accarezzano, accompagnano. Mani che rappresentano quasi una continuazione del corpo del bimbo, finché un giorno... il bimbo cammina, "senza le mani di papà!".
Un libro dolcissimo per i papà e affascinante per i bimbi più piccoli, attratti dalle onomatopee e dalle semplici azioni descritte in ogni pagina.
L'ho raccontato qui (insieme a un biglietto d'auguri a tema, tutto fatto di mani).

Dai due anni.


Per sempre...

Più che una storia, Per sempre... di Emma Dodd è una lettera d'amore. Pagina dopo pagina, papà orso (ma potrebbe essere anche una mamma) racconta al suo piccolo quanto lui lo renda felice, e gli dice che lo amerà, per sempre.
Parole da leggere impersonando papà orso, raccontando il proprio amore al bambino, mentre lui si godrà le figure, le verniciature in argento lucido sulle pagine, e naturalmente le coccole del papà.
Qui la mia recensione, con un'idea per un pacchetto-biglietto.




Ci pensa il tuo papà
Ancora un piccolo orso e un papà orso. Stavolta però è il piccolo a chiedere attenzioni.
Come fanno spesso i bambini, fa una serie di domande incalzanti, immaginando scenari sempre più complicati nei quali il papà lo dovrebbe a salvare.
Il papà lo rassicura: non deve preoccuparsi di nulla. Ci penserà sempre lui.
(anche di questo avevo parlato qui).


Papà, mi prendi la luna, per favore?

Eric Carle (proprio lui, quello del Il piccolo bruco Maisazio) racconta e disegna con le sue pennellate la storia di un papà che, pur di accontentare la sua bimba, sale fin sulla luna, e gliela porta giù.
Lo fa con una scala lunghissima, talmente lunga che per vederla bisogna aprire le pagine in larghezza.



E poi alta, talmente alta che bisogna aprire una pagina anche in altezza, per vedere dove va a finire quando la appoggia a terra (inutile dirvi che i bambini si divertiranno un sacco con queste pagine).



E quando la porta a terra, dalla bimba, la luna inizia a diventare piccola piccola, fino a scomparire, per poi riapparire, grande, nel cielo.
Fasi lunari e un po' di magia, per raccontare la forza dell'amore di un papà.
NB: La versione in foto è il formato tradizionale, attualmente non disponibile. Si trova invece il formato cartonato, anch'esso con le pagine chesi aprono per far spazio alla scala o alla luna.

Dai tre anni.


Indovina quanto bene ti voglio

C'è qualcosa di più bello, per un genitore, che fare a gara con il proprio figlio su chi vuole più bene all'altro? Indovina quanto bene ti voglio è proprio questo: papà Lepre e il suo piccolo si dicono "ti voglio bene così", allargando le braccia, facendo salti e allungamenti. Papà Lepre è più grande, e sembre vincere sempre, finché... no, non ve lo dico: commuovetevi da soli leggendolo, ecco.
Di Indovina quanto bene ti voglio avevo parlato qui, costruendo un biglietto-abbraccio che fa vedere al papà quanto bene gli vuole suo figlio.

 

 Dai quattro anni.


Che fatica mettere a letto... papà!


Che fatica mettere a letto... papà! non è un libro "difficile": i gesti raccontati sono quotidiani e facilmente riconoscibili anche da un bimbo piccolo. La mia indicazione "dai quattro anni" deriva semplicemente dal fatto che il testo è completamente improntato all'ironia, e sarebbe un peccato se il bambino che la legge non la cogliesse appieno.
L'albo racconta, in modo molto divertente, una classica "messa a letto", ma rovesciata: è il bimbo che deve convincere papà ad andare a dormire, anche se lui proprio non ne vuole sapere.
Cerca delle scuse, si impunta, vuole ancora una storia, poi chiede che il bimbo si fermi nel letto con lui: che papà impertinente! La storia è raccontata in prima persona dal bimbo, con toni un po' esasperati e un po' bonariamente comprensivi, proprio come un papà che sospira ogni sera ma in fondo si diverte a stare con suo figlio.




Oltre ad essere divertente, il rovesciamento di prospettiva può rivelarsi un bel modo per creare empatia tra papà e figlio: il papà, leggendo, sarà portato a sdrammatizzare la scena della messa a nanna, mentre il bimbo capirà che forse ogni tanto in effetti esagera e può far innervosire mamma e papà.
Smetterà di chiedere di leggere un libro in più? Ovviamente no. Ma a noi questo, in fondo, non dispiace affatto, vero?



              

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