Una bambina che si sente un po' intrappolata nella propria realtà. Un gatto che invece vive libero come solo un gatto può fare, e fa di questa libertà la sua saggezza.


Il gatto Venerdì è un romanzo strano, molto più adulto di quanto illustrazioni e brevità del testo vogliano darci a credere.
Più che una vera e propria storia, il libro racconta uno spaccato della vita di Christine, una bambina di terza elementare che ogni giorno fa tardi a scuola perché si intrattiene con un gatto parlante. Un gatto che puzza di quel pesce che il venerdì la costringevano a mangiare.


Che il gatto esista o meno, che parli davvero a Christine o meno, poco importa.
Il gatto è l'espressione dei suoi pensieri, delle sue inquietudini. Attraverso il dialogo con lui Christine riesce a mettere a fuoco il significato di essere liberi o avere dei padroni (o, addirittura, esserne vittime), di eternità, ma soprattutto riflette su solitudine ed emarginazione, incontrando personaggi che per un motivo o per l'altro vivono ai margini della società.

È sola, Christine, di quella solitudine di chi vive un momento di passaggio, di riconciliazione con se stessa. Il gatto non è sempre tenero con lei, a volte non manca di risponderle male: è la sua lotta interiore che si manifesta e che trova espressione in piccoli atti di ribellione ragionata, come quando modifica la frase che il direttore le ha fatto scrivere duecento volte per punizione, omettendo un "non" che ne cambia lo spirito.

In Il gatto Venerdì gli adulti non fanno sempre una gran figura.
Gli insegnanti riflettono un sistema nozionistico e poco empatico:

il loro compito è di trasformare quei disordinati dei bambini in scolari ordinati.

In quella che per Christine è una fase di passaggio, un gatto randagio che le fa le fusa la sa comprendere e aiutare molto meglio del suo maestro.


Il gatto Venerdì (premio Andersen 2007 nella categoria 6-9 anni) è uno dei successi di Jutta Richter, da poco riediti in una nuova veste grafica da Beisler editore. È un libro filosofico, o quantomeno intimo, in cui l'autrice racconta in qualche modo le sensazioni di quando era bambina, il suo percorso di crescita.

Le tavole di Rotraut Susanne Berner danno ancora più carattere al co-protagonista, rappresentandolo con il suo sguardo arguto in contesti a volte reali a volte simbolici.

Un libro per chi si ritrova a vivere i perché della vita, e ha bisogno di una voce per poterli esprimere.


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