Quella volpe di un Findus.

C'è sempre una soluzione non-violenta alle cose.
O almeno, è quello che cerco di insegnare sempre ai miei figli (soprattutto quando si picchiano tra di loro!).

Lo pensano anche Pettson e il suo gatto Findus, i due strampalati, irresistibili personaggi nati dalla penna dello svedese Sven Nordqvist e pubblicati in Italia da Camelozampa con la traduzione di Samanta K. Milton Knowles.

Pettson e Findus - Caccia alla volpe

Dopo averli conosciuti in Una torta per Findus  (ve ne avevo parlato qui) li ritroviamo oggi in Caccia alla volpe, ed è come incontrare due vecchi amici che ci mancavano. Non possono non mancare i modi gentili di Pettson, la sua originalità, la sua sbadataggine compensata dall'arguzia del suo gatto.

Pettson e Findus - Caccia alla volpe

Questa volta c'è di mezzo una volpe che se ne va in giro a uccidere le galline. E c'è di mezzo il burbero vicino Gustavsson, pronto a cacciarla con tanto di cane e fucile. Ma Pettson e Findus credono esista un'altra via:  
 

"Alle volpi non bisogna sparare. Bisogna ingannarle. Io lo faccio sempre", disse Findus.
 
E così mettono in azione il loro piano, un progetto articolato al quale Findus, forse più per vezzo che per reale utilità, aggiunge continuamente dettagli. Tutto ha inizio dalla costruzione di una finta gallina ripiena di pepe, che dovrà spaventare la volpe. Sono le galline stesse ad essere coinvolte nel piano, donando a Pettson le loro piume.

La pianificazione è concitata e ricca di dettagli, suggerimenti, svolte in corso d'opera: il piacere della costruzione della trappola è probabilmente più grande della sua messa in atto, proprio come quando un bambino costruisce una capanna e poi non ci vuole più giocare.

Nelle illustrazioni, Pettson e Findus si moltiplicano: ogni pagina racchiude una sequenza di eventi in un'immagine sola, come se l'attività fosse così frenetica da non dare il tempo di girare pagina per seguirla.

Pettson e Findus - Caccia alla volpe

I dialoghi, con i siparietti tra i due protagonisti che si ripetono sempre uguali a se stessi, mantengono quell'ironia gentile che ce li ha fatti amare. Ci godiamo la storia e il finale scoppiettante (letteralmente!), ma soprattutto ci godiamo Pettson e Findus: due amici che non smetteremmo mai di ascoltare.


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