Un laboratorio tra le pagine.

Ormai lo sapere come la penso, o se non altro lo avrete intuito: pur da grande amante dei libri e della letteratura, faccio un grande tifo perché la cultura scientifica in Italia non sia più considerata "di serie B" rispetto a quella umanistica.
Sogno una scuola che insegni davvero il metodo scientifico, e che trasmetta la passione per la ricerca, la scoperta, la ricerca della soluzione corretta e non di quella che sembra più facile o accattivante.


Siamo lontani da tutto questo, ahimè. Ma per fortuna esiste Editoriale scienza.
Il suo nuovo Apprendisti scienziati, scritto da Steve Martin con illustrazioni di Essi Kimpimäki, è una perfetta introduzione alle tante professioni della scienza.



La panoramica inizia con una suddivisione tra le varie categorie di scienziato, che verranno poi introdotte una ad una: scienziato di laboratorio, scienziato investigativo, scienziato dello spazio, scienziato della Terra e scienziato della vita.
Per ognuno di questi, c'è un'introduzione al suo lavoro e anche alle diverse discipline che abbraccia (lo scienziato di laboratorio può essere chimico, fisico, biologo, ecc).

E soprattutto, per ognuno c'è una varietà di applicazioni pratiche, quiz da risolvere sul libro e semplici esperimenti casalinghi, per scoprire il lato più divertente e sorprendente della scienza.
C'è perfino un piccolo caso investigativo da risolvere.



A ogni scheda completata, esercizio svolto, caso risolto, il lettore può applicare sulla pagina lo sticker che attesta la sua preparazione.

A completare il "kit" da perfetto scienziato, oltre agli stickers, delle carte "memory" botaniche, una meridiana fustellata da costruire e un poster con le scoperte scientifiche da un lato e la tavola periodica degli elementi dall'altro.



Il bello di Apprendisti scienziati è l'applicazione della scienza al quotidiano: per eseguire gli esperimenti, non servono dotazioni speciali, sostanze pericolose o speciali attrezzi, ma semplicemente quello che si trova in casa, come nell'esperimento sulla densità dei liquidi.



Vogliamo provare anche noi? E vogliamo, anziché giocare con i colori, come suggerito dal libro, provare a fare qualche strato in più?
In rete ho scovato parecchi suggerimenti, soprattutto da siti americani, per creare dei bicchieri multi-strato sperimentando le densità dei liquidi.

Quasi tutti consigliavano di iniziare con il sapone per i piatti.



A dirla tutta, molti suggerivano di iniziare con lo sciroppo d'acero, ma col cavolo! Quello me lo metto sui pancake e non certo in un esperimento scientifico.

Dopo il sapone, è il momento del latte.
Per non rischiare di mescolare troppo i liquidi al momento della creazione degli strati, li ho versati piano con una siringa.


Con l'acqua non ce l'ho fatta: si è inesorabilmente mescolata al latte. Forse perché ho usato un latte parzialmente scremato anziché intero?

In compenso ho avuto una sorpresa quando sopra l'olio vegetale (lo strato trasparente-giallino) ho versato il disinfettante (verde): è sceso subito, formando uno strato sotto l'olio e sopra il latte.


Importante: a fine esperimento tenere bene a mente di essere apprendisti scienziati e non apprendisti barman! Per quanto sia carino da vedere, non lo consiglierei come cocktail.


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