Un libro da divorare.

Questa volta niente feltro, pannolenci, spugne e cartoncino: vi parlo di cibo vero.

Lo so che dalla foto non si direbbe, ma giuro che è così: tutto quello che vedete sul piatto è commestibile, nonostante il colore, in effetti, sia un tantino inquietante.

Il libro no: quello non si mangia, ma scommetto che divorerete anche lui – in senso figurato, si intende.

 

È Prosciutto e uova verdi (in versione originale Green Eggs and Ham: Green Back Book (Dr. Seuss - Green Back Book) ), uno dei libri più famosi del Dr. Seuss, prolifico autore per bambini, noto soprattutto negli Stati Uniti, che tra gli anni '30 e gli anni '80 ha scritto più di 60 libri (e ha anche un sito pieno di giochi e attività).

Prosciutto e uova verdi è stato il nostro primo libro del Dr. Seuss, ed è stata una vera sorpresa.
Il racconto, tutto in rima, sembra collocarsi in un luogo dotato di leggi tutte sue, con auto che corrono sugli alberi e ferrovie che precipitano nel mare. Un mondo dell'assurdo al quale non sfuggono nemmeno i protagonisti, che non si possono identificare come umani, né come animali.

La storia stessa, pur molto semplice, è un perfetto nosense: un tale (Nando, detto Ferdi) offre a un altro un piatto di prosciutto e uova verdi (perché sono verdi? Da dove arrivano? Non lo sapremo mai). L'altro personaggio rifiuta con decisione, ma Ferdi, come se non avesse sentito la risposta, continua a proporglieli, in mille varianti, luoghi e situazioni:

"Vuoi provarli a tavolino? Vuoi provarli col topino?"


I due si rincorrono in una serie di situazioni sempre più bizzarre, nelle quali il lettore viene trascinato, quasi come i personaggi si muovessero davvero dentro il libro, finché l'amico, sfinito dalla sua insistenza, decide di assaggiarli e...

"Che delizia, detto Ferdi, il prosciutto e le uova verdi!"

Ebbene sì: li adora. E ora vuole mangiarli dappertutto, in tutte le varianti, i luoghi e le situazioni che Ferdi aveva proposto.

Un messaggio per i bambini che dicono "Non mi piace" senza assaggiare? Anche, sì, ma non è questo il punto.
Il libro sfugge a ogni classificazione, ma è irresistibile per le sue rime incalzanti, l'insistenza di un personaggio e la resistenza dell'altro, e le continue ripetizioni che procedono per accumulazione: ogni volta, il malcapitato ripete il suo rifiuto elencando tutte le proposte di Ferdi:

Non li voglio a tavolino, 
non li voglio col topino, 
non li voglio qua né là, 
non li voglio e non mi va!

Alla prima lettura stranisce, alla seconda diverte, alla terza lo si sa già a memoria, e a quel punto è finita: Prosciutto e uova verdi ti ha catturato.

Peccato che il testo, come moltissimi altri testi in rima, risenta di una traduzione a volte un po' difficoltosa, a cominciare dal nome del personaggio, che si presenta con un Sono Nando, detto Ferdi, e poi viene chiamato detto Ferdi per tutta la storia (nella versione originale era I am Sam, Sam I am, chiamato poi Sam I am).
Ma questa è un'ottima scusa per leggerlo anche in lingua originale.

Io e il Piccolo T, dicevo, lo abbiamo imparato a memoria subito, ed è diventato un gioco, per noi, recitarne alcuni pezzi o reinventarli dovunque ci troviamo, con le cose che vediamo attorno a noi.
Io gli offro "prosciutto e uova verdi" mettendo alla prova la mia capacità di trovare rime espresse  ("Vuoi provarlo sul lampione? Vuoi provarlo a colazione? Vuoi provarlo sulla strada? Vuoi provarlo con la biada?") e lui ricostruisce la risposta ("Non lo voglio sul lampione, non lo voglio a colazione! Non lo voglio sulla strada, non lo voglio con la biada!").
E così, dopo averci giocato mille volte, ho pensato di fargli una sorpresa e di offrigli davvero

prosciutto e uova verdi per cena.


Ovviamente il prosciutto non è prosciutto vero (ma lo contiene! Non ho voluto essere del tutto disonesta), bensì un polpettone di spinaci, che ho preparato con:
  • un chilo di spinaci
  • 50 g di parmigiano
  • un uovo
  • tre fette di prosciutto cotto
  • mollica di pane (non chiedetemi quanta, l'ho messa ad occhio: mica ho un blog di cucina, io)
  • pangrattato
  • sale e pepe.

Ho bollito gli spinaci, li ho strizzati e messi nel mixer insieme agli altri ingredienti, tranne il pangrattato. Alla fine ho aggiunto un po' di pangrattato per dare la giusta consistenza all'impasto, gli ho dato una forma da polpettone e l'ho messo in forno a 180° per una ventina di minuti abbondante.

Nel frattempo ho preparato l'uovo verde, con
  • un uovo
  • colorante verde
  • burro (o olio, se preferite) per cuocerlo.
Non sapevo come poter colorare l'uovo lasciandogli forma di uovo, finché mi è venuta l'idea più semplice del mondo: separare tuorlo e albume.

Nella ciotola dell'albume ho aggiunto il colorante verde, mescolando bene finché il colore è diventato omogeneo.

Nella padella, dopo aver sciolto il burro, ho versato prima l'albume colorato e un minuto dopo il tuorlo (una bella scoperta: è anche un ottimo sistema per ottenere un perfetto uovo all'occhio di bue, con l'albume ben cotto e il tuorlo ancora non rappreso).

Infine, ho tagliato a fette il polpettone e ho impiattato. E quando, al momento della cena, ho chiesto  al Piccolo T "Vuoi prosciutto e uova verdi?", per una volta non l'ho fatto scherzando, ma gliel'ho fatto assaggiare sul serio!


PS: Il finto prosciutto, o spinasciutto, o spinaciotto, come lo volete chiamare, è buonissimo!
Così, nel caso ai vostri bimbi non piacciano gli spinaci, potete sempre provare con dell'ottimo prosciutto verde.

 

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3 commenti

  1. Bravissima! E scommetto che ti sei divertita un sacco (il tuo bambino anche di più). Questo conferma l'immenso potere dei libri :-)

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  2. Un'idea davvero carina ma soprattutto divertente! Complimenti! ;)

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  3. Sì, Francesca, il potere magico di rendere buonissimi gli spinaci!
    (e mille altri poteri, naturalmente)

    Grazie Rossana!

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