Chi ha rubato quel panino?

Preparare del cibo è sempre una forma d'amore. Lo è quando si cucina un pranzo sontuoso o una complicata torta di compleanno, ma anche quando semplicemente si infila nello zaino la merendina per la scuola.


Lo sa bene Marin, protagonista di Il ladro di panini di Patrick Doyon e André Marois (ed. Sinnos).
I deliziosi panini che gli prepara ogni giorno sua madre contengono infatti due ingredienti speciali: la sua favolosa maionese fatta in casa e tutto il suo amore per la buona cucina (e per lui). E in più, un biglietto di incoraggiamento scritto ogni giorno dal papà.


Un lunedì, però, quando Marin apre il suo cestino del pranzo, il suo panino non c'è più. Chi l'avrà rubato?


Subito Marin inizia la sua "indagine", analizzando uno ad uno i possibili sospetti.


Con la perizia di un detective, analizza alibi, moventi e personalità di ognuno, e come in tutti i gialli che si rispettino, si rivolge anche alle autorità (il preside), anche se alla fine l'indagine indipendente risulterà la più efficace .


Il ladro di panini è un giallo leggero, divertente, che unisce l'avventura a un ambiente quotidiano che il bambino conosce bene, quello della scuola.
A fare da contorno alla trama troviamo una maestra greca che ha il nome buffo di una salsa, il migliore amico e la migliore amica di Marin (entrambi molto legati "anche se non parlano molto", come succede spesso in questa età, in cui l'amicizia è ancora gioco e condivisione di tempo e non introspezione), la personalità di due genitori amorevoli ma un po' troppo fissati con la cucina, e alcuni personaggi un po' caricaturali che tratteggiano un microcosmo appassionante ma anche credibile, perché a ben guardare tutti noi abbiamo avuto qualche compagno di classe molto mangione, o troppo burlone.

La grafica del libro fa uso di pochi, selezionati colori caldi, che rendono le illustrazioni più semplici e ancor più espressive.
L'impaginazione oscilla da alcune pagine più tradizionali (testo da un lato, illustrazione dall'altro) ad altre più spiccatamente ispirate al fumetto o alla graphic novel.
La presenza del testo resta comunque poco pesante rispetto alle immagini, e la suddivisione in capitoli "temporali" (Lunedì mattina, lunedì pomeriggio e così via) rende più semplice scandire la lettura in più giorni.

Il ladro di panini è insomma perfetto come primo approccio alle letture autonome, perché nonostante le 160 pagine si mantiene agile nella lettura e nei contenuti, anche grazie ai font della famiglia "leggimi" di Sinnos, pensati per rendere più semplice l'approccio al testo.

Una lettura che aiuterà i bambini ad appassionarsi ai libri, ai gialli, ai fumetti e... al cestino della merenda.

A proposito, se vi piace l'idea di lasciare un piccolo messaggio affettuoso nella merenda di vostro figlio, come il padre di Marin, ecco qualche spunto preso in rete per non limitarsi al solito bigliettino.

1) Potete scrivere un messaggio direttamente su un frutto, purché questo venga sbucciato prima di mangiarlo: perfette le banane o i mandarini (fonte: Cakewhiz).

  

2) C'è anche la versione "messaggio magico": lo si traccia incidendo la buccia con uno stuzzicadenti e col passare delle ore si scurirà, per effetto dell'ossidazione (fonte: Beafunmum)

 3) Potete anche stampare degli adesivi, o usare etichette adesive da scrivere e applicare sulla buccia della frutta. (fonte: Ohhappyday)

4) Soluzione più elaborata: dipingere l'interno del cestino della merenda con vernice lavagna per poter scrivere un messaggio nuovo ogni giorno. La valigetta può diventare anche un'idea-gioco da portare in viaggio. (fonte: Meandmybucket)



Perché con una coccola di mamma e papà, qualsiasi merenda è più buona.


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