Qui non si mangia in bianco.

Non so se capita anche ai vostri figli, ma i miei hanno un talento nascosto nell'individuare frammenti verdi nel proprio piatto: anche la più piccola foglia di prezzemolo viene spostata meticolosamente dal singolo chicco di riso – sia mai che si introduca nel corpo qualche fibra vegetale di troppo!
La regola di mettere nel piatto cibi di più colori possibile per una dieta ricca e varia, insomma, a casa nostra funziona ancora poco.


Per il protagonista di Pop mangia tutti i colori (edizioni Babalibri), invece, mangiare colorato è molto, molto divertente.

Nato dalla creatività di Pierrick Bisinski (testo) e Alex Sanders (illustrazioni), autori di tanti bei cartonati per la prima infanzia come Tutti i baci del mondo, Pop è un dinosauro tutto bianco, perché essendo piccolo si nutre ancora soltanto di latte.


Un giorno, però, scopre delle banane, e mangiandole – magia! – diventa tutto giallo.
Con la curiosità tipica di ogni bambino, prova allora dei buonissimi piselli.


Et voilà, Pop diventa verde.
E mangiando arance arancioni e uva viola, cosa succederà?


Pop prosegue i suoi esperimenti, accompagnato da una simpatica ranocchietta, fino a diventare davvero di tutti i colori, come l'arcobaleno che aveva visto nel cielo.
La storia è semplicissima e adatta ai più piccoli (dai due anni circa, quando può iniziare il processo di identificazione di un colore con il suo nome), grazie anche alle immagini ben definite e dai colori brillanti.

Il meccanismo di trasformazione grazie all'alimento ingerito è coinvolgente, e gratifica il bambino che dopo la prima lettura capirà già il colore che il dinosauro assumerà nella pagina successiva.
Il libro è anche un ottimo strumento per imparare in modo divertente i nomi dei colori e – chissà – forse per incuriosire i bimbi su qualche cibo che non vogliono assaggiare. Come sempre, il miglior stimolo per imparare nasce dal coinvolgimento: una storia simpatica, con un protagonista in cui identificarsi, sarà sicuramente più efficace di un libro-dizionario che associa banalmente un colore a ogni oggetto.
A voler essere pignoli, una pagina mi lascia perplessa: è quando Pop vede la sua amica ranocchietta ballare sotto la pioggia, e nota che il cielo è grigio. In realtà, quel cielo tende un po' al marroncino: è più tortora che grigio vero e proprio. Ma in fondo ho due figli maschi, che il "tortora" con ogni probabilità non sapranno mai cos'è.

Per il Piccolo D, quasi due anni, è stato amore a prima vista: ha subito aggiunto la parola "Pop" al suo acerbo vocabolario, per potermi chiedere di leggerglielo.

Per noi, Pop è diventato anche un gioco di riciclo creativo: 

Dai la pappa a Pop.

Tutto nasce da una scatola di cartone (il più bel contenitore di fantasia che ci sia).
Ho disegnato al computer (ma a mano libera va bene lo stesso) quattro dinosauri uguali ma di colore diverso, tutti a bocca spalancata.


Li ho incollati sul fianco della scatola e con un taglierino ho ritagliato un buco al posto della bocca. Poi mi sono procurata un po' di pezzi di mattoncini dei quattro colori corrispondenti.


Il gioco è dare da mangiare a ogni dinosauro il giusto mattoncino, che per l'occasione può anche diventare, con un po' di fantasia, una banana, una fragola, una zucchina o un mirtillo.
Il Piccolo D trova anche molto divertente: sbagliare dinosauro per vedermi dire "No" e ridere come un pazzo, far mangiare ai dinosauri qualsiasi oggetto gli capiti tra le mani, rovesciare tutto il contenuto della scatola facendo più rumore possibile.
 
Giocando abbiamo scoperto che i dinosauri, oltre che di mattoncini, sono anche molto ghiotti di piedini di bimbo.




Pop mangia tutti i colori
(Pop mange de toutes les couleurs)
Testi: Pierrick Bisinski 
Illustrazioni: Alex Sanders
ed. Babalibri
cartonato, 26 pagg
Prima pubblicazione: 2000
Prima pubblicazione in Italia: 2017


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