Dieci dita, due occhi e un nasino.

Più del primo passo, più della prima parola, forse anche più del primo sorriso, una delle cose che, da mamma, mi emoziona di più, è il primo segnale che il bambino capisca le nostre parole, anche se ancora non le sa usare.
Per il Piccolo D, questa emozione è passata attraverso uno dei nostri libri preferiti.



È stato durante un cambio, sul fasciatoio, quando ho detto al Piccolo D: "Mi dai una manina, così la assaggio?". Non mi aspettavo reazioni da parte sua se non un sorriso in risposta al mio, ma lui, per la prima volta, me l'ha allungata, e sapevo che il merito era di Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini.

Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini è ormai un classico per la prima infanzia, ed è forse, tra quelli che conosco, il primo "vero libro" adatto fin dai primi mesi, nei quali di solito ci si limita ai
cosiddetti libri-dizionario (quelli che accostano in ogni pagina una singola immagine a una singola parola).



Il libro è una grande filastrocca, ritmata e con una struttura ripetitiva, che presenta tanti bimbi che vengono da ogni parte del mondo. Sono tutti diversi tra loro per molte caratteristiche, ma tutti
 "si sa, come tutti i bambini,
hanno dieci dita alle mani
e dieci dita ai piedini" 
(in inglese Ten Little Fingers and Ten Little Toes, se volete usare questo libro, così ritmato e memorabile, come primo approccio a una lingua straniera).



A prima vista può sembrare un libro "difficile" per i bimbi più piccoli, ma i motivi del suo successo sono tanti, e tanti i motivi per amarlo.
Innanzitutto, il testo è musicale e ricco di rime. La voce della mamma diventa così una cantilena in cui il bimbo trova conforto. E anche la struttura ripetitiva, con un "ritornello" ricorrente, crea dei suoni riconoscibili e rassicuranti.
Ma soprattutto, ci sono le manine e i piedini da toccare, coccolare e stuzzicare ogni volta che il testo li nomina, così la lettura diventa una coccola piacevole per la mamma e per il bimbo, oltre che un modo per imparare a dare un nome alle mani e ai piedi (e a emozionare la mamma sul fasciatoio).

Il risultato è questo: il Piccolo D si apre in un sorriso irresistibile ogni volta che prendo in mano Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini, e se glielo metto davanti insieme a un paio di libri perché ne scelga uno, si butta a capofitto su quello (e cerca di mangiarlo: è il suo modo per esprimere apprezzamento).

Sull'onda dell'entusiasmo per la nuova scoperta del Piccolo D, ho voluto creare una piccola attività che lo aiutasse a riconoscere le parti del proprio corpo.
Per prima cosa, ho stampato e ritagliato due foto (identiche) del suo viso, più la foto di una mano e la foto di un piedino (dopo innumerevoli tentativi falliti di farlo stare fermo in modo da fare delle foto decenti, ho optato per delle immagini trovate sul web).



Ho incollato le foto su un cartoncino, le ho ritagliate e le ho "plastificate" ricoprendole di nastro adesivo trasparente alto (se avete una plastificatrice tanto meglio). Delle due copie del viso, ne ho lasciata una intera, e dall'altra ho ritagliato occhi, naso e bocca.



Infine, le ho proposte al Piccolo D, facendogliele vedere (insieme a uno specchio dove guardare la propria immagine), indicando le diverse parti e nominandole ("Questi sono gli occhietti"), e anche provando a stimolarlo chiedendogli dove fossero ("Dov'è la manina?").
Il Piccolo D ha dimostrato per ora il suo interesse prendendo in mano i cartoncini e cercando di mangiarli. In fondo, è quello che faccio sempre io con le sue manine e i suoi piedini: come dargli torto?



 

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