George e l'ombra e l'omino e la torcia.

"Mamma, ma è vero che non posso correre più veloce della mia ombra?"
"Eh, sì, T"
"Adesso provo"
E io sorrido, perché anch'io da piccola credevo di poter fare le cose che per i grandi erano impossibili. Ed è anche così che nascono le storie.


Come quella di George e l'ombra (Terre di mezzo editore), in cui George una mattina si sveglia e trova la sua ombra che fa colazione senza di lui.
Passa il tempo e l'ombra lo segue dappertutto, ma sempre a modo suo, senza ricalcare più tutti i suoi gesti come un'ombra dovrebbe fare.

La convivenza con questo suo alter ego diventa seccante.

E George prova a liberarsene bagnandola, tagliuzzandola, scatendandole contro il suo cane, ma niente da fare.

Alla fine, George imparerà a convivere con questa ombra un po' invadente, e a godere della sua compagnia che gli permette di fare tante cose che da solo non avrebbe potuto fare. Poi arriva sera, e insieme alla luce anche l'ombra, stanca, sparisce, lasciando George solo e un po' triste, finché un finale a sorpresa non rimetterà tutto in gioco in modo inaspettato.

I testi di Davide Calì e le illustrazioni di Serge Bloch disegnano una storia divertente e un po' fuori da tempo, con un protagonista dall'aspetto maturo e dal comportamento bambino. Un racconto dell'assurdo in cui si delinea un mondo dalle regole tutte sue, proprio come i mondi che i bimbi sanno creare giocando.

Un albo divertente, che spalanca la strada all'introspezione e anche a riflessioni scientifiche su  come si comporti e cosa sia, di fatto, un'ombra.

Per impararlo, abbiamo provato a giocarci un po', prendendo il pupazzetto di un gioco, un foglio bianco, una matita e una torcia.
Puntando la torcia a diverse altezze e a diverse distanze, ho disegnato più volte il contorno del personaggio, variando di volta in volta la posizione di braccia e mani, poi ho sfidato il Piccolo T a ricostruire l'esatta posizione del personaggio e della torcia che avevano dato forma alle diverse ombre disegnate sul foglio.


È curioso vedere come a volte l'ombra proiettata non sembri affatto al suo oggetto.
Si possono anche usare oggetti di partenza diversi e sfidare i bambini a riconoscerli, oppure – perché no? – lasciare stare gli oggetti e giocare solo con le loro ombre disegnate.
Chissà se sono divertenti e simpatiche come quella di George.

di Davide Calì (autore) e Serge Bloch (illustratore) 
Terre di mezzo editore
40 pagg, copertina rigida
Prima pubblicazione: 2017

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