Peli dappertutto!

No, il titolo non si riferisce all'urlo lanciato dalla mia estetista l'ultima volta che mi ha visto, ma ai peli del mostro peloso.
Lo conoscete, vero? Se non lo conoscete, dovete provvedere subito.



Il mostro peloso è la storia di Lucilla, principessina coraggiosa e impertinente, che riesce a salvare se stessa e il padre dell'orribile mostro peloso solo con l'arte della dialettica.

Lucilla risponde in rima ad ogni frase del mostro, sottolineando in modo leggero e irriverente che questo mostro ha peli proprio dappertutto!
"Ora basta, facciamola finita"
"Peli sulle dita!"

"Io ti mangerò"
"Peli sul popò!"
Alla fine, il mostro impazzisce di rabbia e scoppia, liberando un piccolo principe rinchiuso dentro di sé a causa di un incantesimo. E insomma, principessina e principe si innamorano come in tutte le favole che si rispettino.

È uno di quei libri che, sarà per le rime (magnificamente tradotte) o per il caratterino della principessa Lucilla, cattura i bambini, diverte e diventa un tormentone da ripetere a casa, inventando nuove battute da usare come risposta e nuovi posti dove far crescere i peli (per quelli non serve nemmeno tanta fantasia, basta dimenticare la ceretta per un po').

E deve aver avuto successo non solo in casa nostra, se del libro è stato creato anche un sequel, Il ritorno del mostro peloso.



Qui Lucilla fa perdere le staffe al principe, che dalla rabbia... torna a trasformarsi nel mostro peloso!
Ma lei, che lo ama lo stesso per quello che è, lo porta al castello del padre, dove per festeggiare inviterà anche tutti i numerosissimi parenti del mostro, dalla famiglia dei Peli sul Naso a quella del Peli Dappertutto ("Mamma, perché si chiamano Peli Dappertutto se non hanno i peli sulla testa?". Ottima domanda, Piccolo T. Probabilmente si tratta solo di calvizie precoce).
Il libro, certamente meno divertente e incisivo del primo, si trasforma in un catalogo di stranezze, che ha il merito di insegnare ad andare oltre le apparenze e ad apprezzare gli altri anche per quello che sono... sotto i peli.

Le due storie sono anche riunite assieme nell'edizione speciale Che succede al mostro peloso?

E che si può fare in un pomeriggio di pioggia dopo aver letto Il ritorno del mostro peloso?
Crearne uno, ad esempio.


Dopo aver vagato per casa alla ricerca di materiale, ho trovato:
  • carta colorata
  • un rotolo di carta igienica
  • occhietti mobili
  • della lana nera
  • colla vinilica.
Dopo aver disegnato braccia, piedi, naso e orecchie del mostro sulla carta colorata, ho tagliato un paio di anelli dal rotolo di carta igienica (per creare il corpo base del mostro) e tanti pezzetti di lana. Poi ho armato il piccolo T di Vinavil, in modo che componesse il mostro a proprio piacimento.


Una volta attaccati occhi, gambe, braccia e piedi, ho cosparso il corpo del mostro di Vinavil e via ad attaccare peli dappertutto!



Ok, ok, il risultato non è proprio da copertina, ma insomma: se si chiama "mostro" un motivo ci sarà, no?

     

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