Il pinguino nonsoloverde.

Mio nonno faceva il falegname.
Ho passato parecchi pomeriggi nella sua bottega, a respirare il profumo della segatura e giocare alle costruzioni con la Vinavil e i ritagli di legno scartati dai suoi lavori.

Ma no, non è questo il motivo principale per cui lo scorso Natale, alla domanda "che regalo vuoi?", anziché sbizzarrirmi chiedendo vestiti, scarpe o cene fuori ho risposto "una sega da traforo".




No, la colpa è principalmente di Giulia di Briciole e Puntini, mia collega per qualche mese e abilissima crafty blogger, che mi ha cantato le lodi del Dremel Moto Saw. E così eccolo comparire sotto il mio albero di Natale, in attesa solo di un'idea per utilizzarlo.

E l'idea mi è arrivata presto, quando ho letto al Piccolo T Il Pinguino Verde di Valentina Muzzi (Sinnos Editore).

La storia è di quelle già raccontate mille volte, e che anche alla milleunesima riescono a commuovere.
Un pinguino sogna di vivere altrove, di poter diventare un re nel regno delle rane.
Lascia la sua terra e il suo vestito nero, sceglie un bel vestito verde brillante, e parte all'avventura.
Le rane lo accettano e giocano con lui, ma il pinguino, per quanto ci provi, non è capace di saltare come loro, così  capisce che non potrà mai essere una rana.
Torna tra i ghiacci e tra i suoi amici (o da "mamma e papà", come spiega ogni volta il Piccolo T, indicando i pinguini, quando gli leggo la storia). È diverso da loro, con quel vestito strano: "Un pinguino verde non si era mai visto. Ma chi se ne importa: quello era il suo posto".
Una storia in rima, semplice e universale, che il Piccolo T conosce già a memoria. Ci sono gli animali che piacciono ai bambini e il tema della ricerca della propria vera casa, che commuove i genitori.


Anche i disegni, che riprendono la tecnica del collage, sono originali e accattivanti. Se proprio ci devo trovare un difetto, ecco (e chi mi conosce confermerà che sì, se c'è un difetto io lo devo trovare), penso che le rime si sarebbero potute studiare meglio, perché tre pagine di seguito scritte tutte con i finali in "are" (brillare, giocare, saltare, provare, ancora provare, fare) tolgono un po' di musicalità e di stupore alla lettura.

Nonostante questo, resta uno dei libri preferiti del momento del Piccolo T, e uno di quelli che gli leggo più volentieri, forse perché un po' in quel pinguino, che non sa accontentarsi di quello che è, mi ci riconosco anch'io.
Ed è per questo che ho voluto inaugurare il mio Dremel MotoSaw realizzando

il pinguino nonsoloverde.

Prima di tutto: non spaventatevi. Se il progetto vi piace, ma non avete una sega a traforo, o un seghetto da traforo manuale e tanto olio di gomito, il cartoncino andrà benissimo.
Forse il pinguino non starà in piedi, ma potrete crearlo e vestirlo allo stesso modo.

Veniamo alle istruzioni.

1. Prima di tutto, dovete disegnare un pinguino. Non sapete come fare? Se vi piace il mio, ecco uno splendido pdf stampabile tutto per voi!


2. Riportate i bordi sul compensato (o sul cartoncino).

3. Ritagliate tutti i pezzi, compreso (in un pezzetto di compensato a parte) il becco.

4. Levigate i bordi, dipingete becco e zampe di arancione e incollateli. Dipingete anche gli occhietti neri al pinguino.
Per dare più stabilità alle zampe, le ho fissate al corpo con dei chiodini, aiutandomi con del nastro adesivo per tenere il pezzo al suo posto mentre martellavo.

Avete ottenuto così un bel pinguino nudo. E i vestiti? Semplicissimo.

5. Ritagliate la sagoma (la trovate sempre nel mio pdf stampabile) su un pezzo di feltro, di stoffa, di cartoncino resistente, di quellochevoletevoi.
Fate prima una prova con della carta, perché lo spessore del materiale con cui è fatto il pinguino potrebbe influire sulla forma e la posizione dei buchi per le ali.

6. Aggiungete due quadratini di velcro per chiudere l'abito e iniziate la sfilata!


Oltre al classico abito nero, di rigore per qualsiasi pinguino che si rispetti, e al vestito verde che tanto piaceva al pinguino del libro, ne abbiamo preparato uno arancione (un po' demodé, ma al Piccolo T piace tanto. Uomini!) e uno azzurro a cui, con la colla glitter, ho aggiunto bordino, bottoni e taschino.
Chissà che anche al Polo non ci sia qualche occasione mondana: meglio essere pronti.



 

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1 commenti

  1. Ma è stupendo!!! Complimenti Betta!!! Cercherò questo libro e chissà che Babbo Natale mi porti un bel traforo anche a me! Anzi quasi quasi lo faccio portare a mio marito :P

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