Io la faccio così.

Il diavolo è nei dettagli, dicono, ma anche il genio, secondo me, abita da quelle parti.
Quando sul colophon ho letto "prima risTALPA... ops, ristampa" e ho scoperto l'esistenza di una versione "Plop-up", ho capito subito che questo era un libro speciale.


Del resto non sarà un caso se Chi me l'ha fatta in testa?, uscito più di 15 anni fa, è ancora un best-seller (ma soprattutto, cosa non scontata, un best-loved) della letteratura d'infanzia.

Per i pochi di voi che non la conoscono, ecco la storia: c'è una piccola talpa che una sera esce dalla sua tana e... plop! si ritrova con una cacca in testa.


Chi sarà stato l'autore di questo gesto maleducato?
La piccola talpa inizia a girare chiedendo a tutti gli animali nei paraggi:

Sei tu che me l'hai fatta in testa?


E ricevendo inevitabilmente la stessa risposta:
No, io la faccio così.

Di volta in volta, l'animale in questione si produce in una dimostrazione delle proprie capacità scatologiche, che il testo descrive nelle sue peculiarità.


Alla fine, la piccola talpa troverà il colpevole grazie all'aiuto di due esperte del settore: le mosche. E si vendicherà, a modo suo.

Non stupisce che questo albo incontri i gusti di così tanti bambini: i motivi per amarlo sono davvero molti. Proviamo a elencarne qualcuno?

I personaggi. Gli animali, si sa, fanno sempre presa sui bambini. Se poi hanno l'espressione curiosa della piccola talpa, lo sguardo stralunato della capra, o quegli strani piccoli occhialini che indossano molti dei protagonisti, talpa compresa (e che assomigliano tanto a quelli dell'autore Wolf Erlbruch), diventano irresistibili.

L'argomento "proibito". Qui si parla di cacca. Serve aggiungere altro?
(NB: è un libro perfetto da leggere sul vasino, per poi confrontare la propria "produzione" con quella degli animali).

La narrazione. Ormai lo sappiamo, ci sono due cose che con i bambini, anche i più piccoli, funzionano sempre: le ripetizioni e le onomatopee. In Chi me l'ha fatta in testa? si ripete la formula della domanda della talpa e della risposta dell'animale, in modo che il bambino possa anticipare le frasi o, come accade spesso, imparare a memoria il libro. Ogni cacca, inoltre, fa il suo rumore, rendendo la lettura più musicale e coinvolgente.

L'investigazione. In Chi me l'ha fatta in testa? la piccola talpa si trasforma in un detective della cacca, cercando le prove del fattaccio, fino a trovare gli esperti che le procurano la perizia decisiva. Un altro meccanismo narrativo che sui bambini (anche un po' più grandi) ha sempre molta presa.

La curiosità scientifica. Nonostante la storia, i protagonisti e le risate, questo albo resta comunque una descrizione scientificamente accurata delle diverse tipologie di cacca di ogni specie, che saprà soddisfare le aspettative dei bimbi più curiosi ed esploratori.

Last but not least: la trasversalità "anagrafica". Dall'accuratezza delle descrizioni al lessico particolarmente elaborato, sono molte le caratteristiche che rendono Chi me l'ha fatta in testa? godibile dai due anni (in tempo per mettere il bambino sul vasino) fino a molto molto tempo dopo.
Tuttora il Piccolo T (quasi sei) lo sfoglia ancora con piacere e mi chiede dettagli sui termini usati o (naturalmente) sulle cacche.

Lo conosce talmente bene che è diventato subito un campione nel gioco del

caccamemory


Per costruirlo, ho fotografato animali e relative cacche dal libro, creando in totale 28 tessere:
  • 24 coppie animale - cacca (6 animali + 6 cacche, ognuno ripetuto per due volte. Se si vuole far durare il gioco più a lungo, si possono stampare tre copie anziché due)
  • 2 tessere - piccola talpa
  • 2 tessere - cane Gian Maria.


Ho poi plastificato e ritagliato le tessere.


Per giocare, abbiamo usato queste regole:
  • a turno, ogni giocatore gira due carte (facendole vedere anche agli altri giocatori) e cerca di accoppiare un animale con la sua cacca,
  • se trova l'accoppiata, vince le due carte e può girarne ancora due,
  • se non trova l'accoppiata, rigira le carte a faccia in giù,
  • se trova la piccola talpa, può girare una carta in più (la carta della Piccola Talpa resta scoperta sul tavolo),
  • se trova il cane Gian Maria salta il turno successivo (la carta del cane Gian Maria resta scoperta sul tavolo).


Regola facoltativa ma molto apprezzata in casa nostra: dire "io la faccio così" (ripetendo il suono) ogni volta che si fa una coppia.
Astenersi giocatori schizzinosi.

   

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