Vi è mai capitato di chiedere ai vostri figli un assaggio di quel che stavano mangiando e di ricevere briciole di dimensioni appena sufficienti a coprire una papilla gustativa?
La condivisione è un piacere che non si può certo definire innato, negli esseri umani. Ma forse, praticandola un po', si riesce a scoprire il suo lato gratificante.



Jörg Mühle lo racconta, con leggerezza, in Due a me, uno a te, un albo semplice e delizioso uscito per Terre di mezzo editore.
La storia inizia da un orso, che trova tre funghi.


Li raccoglie e li porta a casa, dove la donnola li cucina con cura.


Al momento di mangiarli, però, sorge il problema di come dividerli: i funghi sono dispari e loro sono in due.
All'orso sembra naturale tenersene due, perché è più grosso, ma la donnola vuole il terzo fungo per sé, perché è piccola e deve crescere.


Inizia così un botta e risposta sempre più incalzante, in cui ognuno dei due protagonisti cerca una motivazione razionale per tenersi il fungo in più: l'orso perché li ha raccolti, la donnola perché li ha cucinati e così via.
I toni si accendono, le voci si accavallano e si fanno invadenti, anche tipograficamente, sulla pagina.


Finché arriva una volpe, che aderendo al detto "tra i due litiganti il terzo gode", si pappa il fungo in più. Basterà questa soluzione a mettere d'accordo orso e donnola?
Il finale, a sorpresa, resta aperto e strappa una risata.

A dare forza a una storia semplice e diretta, che veicola in modo efficace riflessioni e soluzioni attorno al tema della condivisione, due personaggi divertenti e ben caratterizzati, e il tratto fumettistico di Jörg Mühle, che fonde tenerezza ed espressività.
Meravigliosa la casa nel bosco dei due protagonisti, senza pareti ed integrata tra gli elementi naturali (la cucina della donnola con le padelle appese ai rami mi ha ricordato le mille capanne costruite da bambina nel bosco d'estate).

Due a me, uno a te, amatissimo dal Piccolo D, è stato l'occasione per improvvisare un gioco (o forse sarebbe meglio chiamarla attività) su numeri, distribuzione e condivisione.


Ho preso un foglio quadrettato e ho disegnato due colonne di riquadri, colorando gli ultimi due di ogni fila di rosso. Ho poi preso un dado e una manciata di fagioli secchi.

Il gioco si svolge così: ognuno tira un dado e distribuisce i fagioli lungo le due colonne.
Può iniziare dalla colonna che preferisce: l'unico vincolo è, una volta iniziato, proseguire mettendo un fagiolo in una colonna e uno nell'altra, alternandole.
Vince chi arriva a riempire almeno uno dei riquadri rossi in entrambe le colonne, ma senza oltrepassare la fine delle colonne.


Il gioco è molto semplice ma permette di acquisire qualche nozione matematica e qualche prima idea di strategia: oltre al rispetto dei turni di gioco, si impara che con i numeri pari le colonne restano sempre riempite allo stesso modo, mentre con i numeri dispari una colonna "avanza".
Che iniziando da una colonna, si finirà sulla colonna opposta in caso di numero pari, e sulla stessa in caso di numero dispari.
E si impara a capire l'incidenza della strategia (scegliere da che colonna iniziare) e della fortuna.

È anche un buon allenamento per "fare le conte", pilotando il risultato in base al numero di sillabe della filastrocca e, nel caso il risultato non sia quello voluto, aggiungere qualche parola all'ultimo momento: lo so, da piccoli lo avete fatto anche voi.


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