Il mio tempo di addormentamento, dal momento in cui appoggio la testa sul cuscino e chiudo gli occhi, va in media dai sette ai quindici secondi: nemmeno il tempo di contare qualche pecora.
Ma per i bambini, specialmente quelli piccoli, il viaggio verso il sonno è lungo e impegnativo.
È faticoso lasciar andare i giochi e i sorrisi di mamma e papà.
È faticoso rielaborare tutte le informazioni di una giornata.
E fa un po' paura entrare in quel mondo in cui non sai mai quello che sogni.


Ci sono per fortuna strategie che possono aiutare, come quella di instaurare una routine che accompagni il bambino verso la nanna: un libro, una canzone, il bagnetto, il pigiama, le luci abbassate e così via: ogni famiglia ha una sua "ricetta", che si ripete ogni sera allo stesso modo, per rassicurare il bambino e rilassarlo.

È questa routine la protagonista di Buon viaggio piccolino di Beatrice Alemagna, uscito nel 2013 per Topipittori e già, nel suo genere, un piccolo classico.

In Buon viaggio piccolino, il rito della nanna si trasforma nella mente del bimbo, che parla in prima persona, nel preparativo per un viaggio.



Il bimbo parte sempre alla stessa ora, prepara nella sua valigia tutto quello che gli serve: il libro (l'avete riconosciuto?), il ciuccio, un amico (un pupazzo a forma di pesce).


I preparativi sono a volte più fantasiosi, a volte più aderenti alla realtà: c'è la mamma che lo prende in braccio, ma c'è anche la magnifica "tenuta da viaggio" (il pigiama) che gli mette il papà.


Il ritmo è lento, le illustrazioni quotidiane, serene e dense di gesti d'affetto.
Il protagonista racconta un'avventura, ma lo fa con toni tranquilli, che conciliano la calma, e con immagini in cui ogni bimbo si può riconoscere.

Il riconoscimento nel protagonista e la familiarità dei toni della narrazione sono senza dubbio la chiave di successo di questo piccolo albo, fatto di mani, di abbracci, di colori e tratti caratterizzati ma poco invadenti, e soprattutto di presenza: quella dei due genitori, che accompagnano il bambino in questo viaggio.


La nanna diventa così un momento atteso, e non da fuggire, una piccola avventura semplice da vivere fino a che la mamma "accende il motore" (il carillon) e il piccolo parte.
Buonanotte.


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