L'appetito vien imparando.

"Al menu di oggi do 7"
Da quando il Piccolo T ha scoperto "Quattro ristoranti", a ogni pasto mi aspetto una votazione, non sempre clemente, a dire il vero.


Ma quel programma televisivo è stato anche uno sprone a voler imparare qualcosa in più sul cibo, verso il quale non aveva mai avuto molto interesse (se non quello di mangiarlo).

Il tema dell'alimentazione ha molte sfaccettature oltre a quella del gusto, e un libro come Apprendisti chef, di Editoriale Scienza, lo affronta a 360°. Non si tratta di un semplice libro di "ricette facili", ma di un manuale che guida il bambino alla scoperta di tutto ciò che significa cibo e ristorazione.

Si inizia da una presentazione del ruolo di chef, e poi via, ad esplorare i nutrienti e il loro ruolo nella nostra alimentazione.


Da qui, il passaggio logico successivo è quello verso i gruppi di alimenti: cereali, latticini, frutta, verdura, carne e pesce, ma anche i condimenti, necessari per esaltare il sapore dei piatti.


Con un blind test, scopriamo anche il senso del gusto e i diversi sapori percepiti dalle nostre papille, per poi conoscere piatti e sapori dalle cucine di tutto il mondo.

È poi il momento di scoprire come è composta e come si segue una ricetta (la prima proposta è il gelato alla fragola).

Si passa poi in cucina, dove conosciamo attrezzi e tecniche di preparazione e cottura, ma anche le norme di igiene e l'utilizzo corretto di frigo e dispensa.


Infine, passiamo al livello professionale: quali sono i ruoli in cucina? Come si organizza un ristorante? Come si compone un menu? Come si impiatta?
Non mancano nemmeno nozioni di amministrazione, su come calcolare il rincaro rispetto al costo delle materie prime.


Come negli altri libri della serie "Apprendisti" (vi avevo parlato qui di Apprendisti scienziati e qui di Apprendisti coder), anche Apprendisti chef prevede uno sticker da applicare al termine di ogni lezione e alcuni poster e giochi da staccare e montare, come il gioco "crea la tua pizza" o gli stencil per decorare i cupcakes.

Insomma: Apprendisti chef è un'esperienza a tutto tondo sul mondo del cibo, dell'alimentazione, della ristorazione, per imparare non solo a cucinare, ma anche a mangiare, ma soprattutto a capire il cibo.

E quando  vostri bimbi (anche i più piccoli) vogliono "mettere le mani in pasta" ma voi preferite tenere la cucina pulita, allora affidatevi al gioco simbolico.

Ecco

tre cibi giocattolo da fare in casa con materiali di riciclo

Direttamente da un mio vecchio post (al quale vi rimando per istruzioni più dettagliate):

1. la pizza

Con la "pasta" di cartone e ingredienti a scelta come mozzarella, funghi e carciofini ricavati da ritagli di pannolenci, potete comporre ogni volta un gusto diverso, dalla margherita alla capricciosa (l'ananas non usatelo, mi raccomando!).


2. l'uovo all'occhio di bue

 Lo potete preparare con un ritaglio di pannolenci bianco al centro del quale incollare un cerchio di feltro giallo. Se lo inserite dentro un contenitore di sorpresina di ovetto di cioccolata, avrete anche il guscio da aprire.


3. Il panino.

Con cosa volete farcirlo? Noi abbiamo creato del formaggio coi buchi con una spugna da cucina gialla, l'insalata con del pannolenci e un hamburger tondo tondo con un pezzo di feltro marrone.


Per il pane, abbiamo usato una spugnetta da piatti di quelle bicolori, dalla quale abbiamo tolto la parte verde, ritagliandola a forma di pane in cassetta e dipingendo i bordi (la crosta) di marrone.


E ora, siete pronti a servire il vostro piatto, vero o simbolico che sia.
Ma attenzione: il voto di vostro figlio potrà confermare o ribaltare tutto. Anche la vostra autostima.

   

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