Il calore della neve

Non c'è evento atmosferico che come la neve stupisca tutti i nostri sensi, specialmente la prima volta che la si vive.


La prima neve dell'esordiente coreana Bomi Park (edito in Italia da Lupoguido) riesce a trasmettere, con poche, essenziali parole e pochissimi colori, tutte queste sensazioni, con un risultato magico, dolce, sognante, che traspare già dalla copertina: bianca, opaca, con piccoli fiocchi di neve a rilievo.

Il libro si apre su una doppia pagina a fondo nero: è il buio della notte d'inverno.
Una bimba (lo stile e i suoi tratti ricordano molto quelli della giapponese Komako Sakai) viene svegliata da qualcosa.
Il testo si rivolge al lettore, o forse alla bimba stessa:

Shhh, ascolta...
Senti qualcosa?


Onomatopee e allitterazioni ("pit pit pit", "senti come scricchiola sotto i piedi") restituiscono una sonorità flebile e attutita: viene quasi spontaneo leggere questo albo sottovoce, lasciando spazio all'incanto visivo.


Le illustrazioni, realizzate su tela, sono caratterizzate da una texture molto visibile, una trama ruvida che dà materialità all'immagine.
Il bianco e il nero dominanti lasciano spazio a pochissimi tocchi di colore (non è forse così quando nevica? non ci sembra di appartenere a un vecchio film in bianco e nero?).


Seguiamo questa bimba lasciarsi catturare dalla magia.
Meticolosamente inizia a far rotolare la sua palla di neve, che si fa sempre più grande, e cammina, cammina, cambiando scenario, passando dalla città a un bosco, dove animali bianchi si nascondono tra il paesaggio. È lei a guidare la palla di neve o è la palla stessa a portarla via?


A mano a mano che il suo cammino procede, il libro si trasforma, facendosi più etereo e meno concreto. Le parole lasciano spazio alla narrazione per immagini (quasi fosse un silent book), le sensazioni tattili cedono il posto all'immaginazione.
La magia della neve si compie, in un finale che incanta, come la prima neve della nostra vita.

Se volete vivere anche a casa qualcuna di quelle sensazioni, ma senza portare la cucina sotto zero, vi passo la ricetta del

didò-neve fai da te

Bastano due ingredienti facili facili:
  • due bicchieri di fecola di patate o amido di mais
  • un terzo di bicchiere di olio vegetale (o poco più)
Se volete, potete aggiungere due cucchiai di brillantini bianchi, per un effetto più brillante.
Se vostro figlio non mette in bocca il didò, potete anche sostituire l'olio vegetale con dell'olio baby: l'effetto sarà più profumato.
 

Mescolando i due ingredienti otterrete una pasta per modellare che si sbriciola un po' e che come la neve scricchiola sotto le dita.
Non sarà mai compatta come il vero didò, e se formate una palla dovrete stare attenti a non stringerla trioppo, altrimenti si sbriciolerà.


Ma con qualche attrezzo, qualche cartoncino che simula una carota e due grani di pepe per gli occhi, potrete giocarci come fosse neve vera, soltanto un po' più calda.


Perché, prima o ultima che sia, la neve ci emoziona sempre.


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