Ti soffio un bacino.

Un bacio "soffiato" da un bambino può fare tante cose.
Fa giravolte davanti al viso e si posa proprio dove lui voleva. Può essere acchiappato al volo e anche rispedito, facendolo volare ancora più lontano.


Nel loro Un bacio in viaggio, Manuela Monari ed Evelyn Daviddi (ed. Zoolibri) raccontano la storia di un bacino, spedito lontano da una bambina.


Il testo accompagna poeticamente il viaggio di questo bacio.
Ho spedito qualcosa.
Come una lettera nella buca dell’ufficio postale.
Come un piccione viaggiatore.
Come un telegramma dettato al telefono.
Come un bigliettino passato di nascosto.


Il bacio arriva a destinazione, dalla nonna, ma non si ferma, perché la nonna lo passa al nonno che sta per partire, e così il bacio continua il suo viaggio, attraversa luoghi diversi, reali e immaginati, e diversi tipi di amore, da quello romantico a quello materno, passando anche per l'affetto tra una padrona e il suo cane.




Nelle illustrazioni di Evelyn Daviddi, il "bacio" non ha la classica icona dell'impronta delle labbra: è una sfera dai colori mutevoli, ma sempre vivaci. È qualcosa di materico ed evocativo al tempo stesso, e viaggiando colora e illumina i luoghi sui quali passa.


Perché un bacio è una forza universale, che rende più bello il mondo.

Ma ci si può allenare a "soffiare un bacino"?
In 5 minuti, io e il Piccolo T ci siamo inventato un gioco semplice e tenero. Un po' di rossetto, un foglio di carta e un paio di forbici per ritagliare i "bacini", e una piccola ciotola dove soffiarli.


Si posa il bacio sulle dita e con un soffio si prova a fare più centri possibile.


Cosa si vince? Un bacio, naturalmente. Così alla fine nessuno dei due giocatori ha davvero perso.

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