Trotta, galoppa e fai ciao ciao.

Viviamo in un mondo in cui ogni forma di comunicazione, dalle frasi di un'intervista agli spot pubblicitari, viene passata sotto la lente d'ingrandimento del politically correct, alla ricerca spasmodica di qualcosa che non va. E se si parla di (ai) bambini, il fenomeno assume propozioni smisurate.
Manca ormai quella sana spensieratezza con cui si sono sempre accettate le storie per quello che sono: delle creazioni della fantasia, che non dovrebbero perciò subire processi o sottostare alle leggi vigenti.


L'aspetto che più ho apprezzato di Il cavallino ammaestrato, da poco uscito in Italia per Le Rane di Interlinea, è proprio questo: ritrovare il gusto di una storia senza regole bacchettone e ipercorrette.
Dentro ci sono animali usati come protagonisti di spettacoli, e addirittura venduti all'asta, e bambini in età scolare che vengono mandati da soli in città a cercare lavoro.
Sembra una storia d'altri tempi, e infatti lo è. John Yeoman l'ha scritta, e Quentin Blake (famoso e premiatissimo illustratore di tanti libri di Roald Dahl) l'ha illustrata, nel 1977.


Il cavallino ammaestrato è la storia di Vicky e Bertie Priddy, due gemelli mandati dai genitori a comprare un cavallo che li possa portare a scuola.

"Non spendete più di due ghinee"
raccomanda il papà, regalando subito un gusto vintage alla storia.
Al mercato, i gemelli Priddy restano ammaliati da un cavallino ammaestrato bianco a pois, che ricorda tanto quello di Pippi Calzelunghe.


È un cavallino piccolo (troppo piccolo per portarli a scuola), ma estremamente intelligente, che fa operazioni di matematica e conosce la geografia.
Così intelligente che ho passato la prima lettura aspettando il colpo di scena che mi mostrasse l'umano nascosto sotto la pelliccia di cavallo. E invece no: il libro è del 1977, e nel 1977 i colpi di scena non erano necessari per creare una buona storia. Bastava una buona storia e basta.

E la storia prosegue con tanti ingredienti di quelli che non si trovano più: la crisi che costringe i genitori a mandare lontano i figli a cercare fortuna (perché lo sappiamo bene: i genitori sono sempre di troppo nelle storie per ragazzi), una compagnia teatrale che ingaggia i gemelli, la regina che li chiama a Buckingham Palace, attratta dalla fama di questo simpatico cavallino.


Il cavallino ride, con tutto il suo candore, per tutta la durata della storia, e sorridono quasi sempre anche i gemelli Priddy, contenti di affrontare un'avventura che ai grandi, forse, sarebbe preclusa.

Mentre le parole tracciano un racconto semplice e senza ribaltamenti, ma ricco di azioni e avventura, la matita di Quentin Blake tratteggia scenari ricchi di fascino, facendoci passare dalla vegetazione rigogliosa della campagna al calore di un grande camino, dalla fredda ma accogliente città con le sue botteghe al caos colorato e creativo del palcoscenico.
Nonostante la povertà, il viaggio da soli e le disavventure, le immagini descrivono un'atmosfera sempre rassicurante: il cavallino e i gemelli stanno bene, non si sentono soli, né impauriti,  né sfruttati.

È la magia delle storie di una volta: quelle in cui bastava un po' di fantasia.

E se sognate anche voi un cavallino ammaestrato, avete tre possiblità: sorridere insieme a quello del libro, usare la fantasia (immaginandolo e basta), oppure costruirvene uno.

Nel mio pdf stampabile lo troverete già in due dimensioni diverse, per mani grandi e piccole.


Basterà aggiungere del cartoncino, incollare e ritagliare, facendo i buchi per le dita, anzi, per le zampe.


Il vostro cavallino ammaestrato personale è pronto a eseguire ogni vostro comando.
"Chi vuole essere un bravo cavallino ammaestrato?"
Ecco, visto? Ha alzato la zampa lui.


Venghino, siore e siori! 


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