Non in bocca al lupo.

Per ognuno, ci sono cose che non si discutono.
Per me, ad esempio, ci sono Friends tra le serie tv, Mordecai Richler tra i romanzieri, la tartare tra le cose da mangiare, mentre tra gli autori di albi illustrati, oh, be', lì c'è proprio l'imbarazzo della scelta, tra Michaël Escoffier, Matthieu Maudet, Oliver Jeffers. E Mario Ramos, naturalmente.
Ve li ricordate i suoi lupi? Ve ne avevo parlato in un post poco tempo fa.


Nel frattempo, però, di lupo ne è uscito un altro, sempre edito da Babalibri: Il mio palloncino.
Il protagonista, a dire il vero, stavolta non è lui: è Cappuccetto Rosso, anzi, un palloncino rosso. Lo vediamo avanzare da una pagina all'altra, indice della passeggiata della bimba, che invece non si vede quasi mai.
È come se l'intera storia fosse raccontata da una macchina da presa con l'inquadratura troppo alta, quasi per sottolineare quanto sia piccola e indifesa questa bambina.

Cappuccetto Rosso avanza nel bosco cantando, e di tanto in tanto fa degli incontri curiosi e inaspettati. La voce narrante li anticipa con delle domande un po' nonsense, mentre il lettore si aspetta da un momento all'altro di incontrare lui, il lupo:

E quella cos'è?
Una farfalla?
Una cattedrale?
La torre Eiffel?
I personaggi? Be', quelli sono ancora più nonsense delle domande: un leone che corre, una giraffa in incognito, perfino un'autocitazione da un altro libro di Ramos.
Così tra canzoncina, animali curiosi e strani indovinelli, l'attenzione dei bambini resta alta e il tasso di umorismo ancora di più.


Vi state chiedendo quando arriva il lupo? Alla fine, naturalmente,
E se il palloncino farà una brutta fine sotto i suoi denti, anche il lupo, come da tradizione nelle storie di Ramos, finirà sbeffeggiato.
Il mio palloncino è un libro divertente, a tratti assurdo. Un libro che non va letto, ma cantato, mimato e recitato.

E magari drammatizzato anche un po', mettendosi nei panni dei due protagonisti.
A proposito: la sapete costruire una maschera da lupo facile facile?

Basta una scatola da scarpe, del cartoncino nero e poco più.
(Non avete una scatola da scarpe che vi avanza? Correte a comprarvene un paio nuovo, subito! Non è per voi, è per il lupo.)

Ricoprite accuratamente tutta la parte esterna della scatola con il cartoncino nero.
Poi ritagliate i dettagli da incollare: denti, occhi e orecchie.

Componete la maschera incollando occhi, denti e orecchie e un tappo nero che funga da naso.

Ora non resta che infilarla sulla testa, e magari giocare a rincorrere un altro bambino, con un palloncino rosso in mano.
A proposito, se vi state chiedendo perché il palloncino della prima foto sia blu, ecco: in realtà lo avevo preparato, un palloncino rosso, l'ultimo della confezione. Ma che siano veri o di cartoncino appuntito, dei denti di lupo non c'è mai da fidarsi.
BUM!



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