Detective della biodiversità.

Ho vissuto in campagna fino a 18 anni, quando sono uscita di casa per andare all'università.
Quando qualche mese fa ci siamo trasferiti in questa casetta nuova con il giardino, quindi, non è stata certo un'esperienza inedita per me.
Eppure, quando vedi le cose con gli occhi di tuo figlio, tutto sembra improvvisamente più ricco e più nuovo. E chi se li ricordava più tutti quei cri cri e quei cra cra che ora accompagnano le nostre cene all'aperto?

È la biodiversità, bellezza.
Quella cosa che quando ci pensi ti viene in mente la foresta amazzonica, ma che a ben guardare trovi anche dietro la porta di casa.

È il tema che affronta Tanti e diversi, di Nicola Davies e Emily Sutton (ve li ricordate? Hanno vinto il premio Andersen 2016 per la divulgazione scientifica con Mini. Il mondo invisibile dei microbi), per Editoriale Scienza, e lo fa in modo originale, a cavallo tra la poesia e la scienza.
Tanti e diversi procede su due binari paralleli: da un lato c'è un racconto, con parole quotidiane, quasi poetiche, dall'altro l'informazione scientifica, che si ricollega alla narrazione per approfondirne i temi.

Così, mentre la voce narrante spiega che esistono esseri grandi come querce ed esseri minuscoli come microbi, una didascalia elenca nel dettaglio quante specie di querce sono state individuate, e quanto piccoli possono essere i microbi.
Per questa sua caratteristica, il libro può essere approcciato come un racconto della buonanotte o come un breviario di curiosità da consultare. O – perché no? – anche le due cose insieme.



Non immaginatevi un sussidiario, o un'enciclopedia degli ecosistemi: Tanti e diversi è più una panoramica a volo d'uccello su cosa significhi biodiversità, sulle sue curiosità (specie diverse che sembrano simili, esemplari di una stessa specie che invece sembrano di specie diverse) e le sue manifestazioni.
Con pochi, semplici e chiari esempi racconta come questi esseri viventi interagiscano tra loro, con la catena alimentare, l'impollinazione o altri meccanismo:

ogni essere vivente fa parte di un grande,
bellissimo e complicato disegno.

Un disegno di cui anche noi facciamo parte, anche se con i nostri comportamenti rischiamo di distruggerlo. Nelle ultime pagine, il libro lascia un messaggio ecologico, chiedendo più attenzione nelle nostre scelte, per continuare a vivere in un mondo così ricco.

Il senso è tutto qui: conoscere per rispettare, ogni giorno. A partire dal proprio cortile.
È per questo (e anche per avere qualche minuto libero per lavorare in giardino!) che ho creato per il Piccolo T queste schede. Le potete stampare anche voi dal mio pdf se vi piacciono.
In ognuna, ho inserito lo spazio per una foto e alcuni campi da compilare: il nome della specie, la data di ritrovamento, uno spazio per le note e la classificazione, un po' semplificata per adattarsi all'età (nella colonna "invertebrati" ho elencato solo quelli che effettivamente poteva trovare e riconoscere nel nostro giardino).




Una volta stampate, ho dato il via alla caccia fotografica: armato del mio smartphone (devo procurarmi presto una fotocamera per lui), il Piccolo T è andato alla ricerca della biodiversità nel nostro giardino.
Passeri, rondini, pettirossi, insetti di ogni genere, il gatto del vicino in visita: quante specie ha trovato! Anche se non tutte ugualmente propense a farsi fotografare.


È stato anche avvistato uno strano mammifero che armeggiava con un curioso manufatto: ne avete anche voi, nel vostro giardino?



 

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