Il soffia-bolle-giganti.

C'è una magia più bella delle bolle di sapone? O forse non dovrei chiamarla magia: è scienza, in una delle sue manifestazioni più divertenti e affascinanti. 
E anche se noi grandi abbiamo perso la curiosità che ci spinge a farci domande, ogni bambino, di fronte a una bolla di sapone, resta sospeso tra l'ammirare la sua bellezza e chiedersi come funziona.



E chi poteva alimentare questa forma di curiosità se non Editoriale Scienza?
È questo lo scopo della collana Le scoperte di Bebo e Bice: libricini agili, adatti ai bimbi dai tre anni, con storie semplici che invitano i bambini a guardare il mondo attorno a sé e a farsi domande.
Le risposte arrivano attraverso facili esperimenti e sono di tipo pratico (ovvero: questa cosa funziona, quest'altra no): non è ancora tempo per le spiegazioni fisiche e chimiche, ma osservare e sperimentare è sempre il primo passo per far crescere la curiosità e la passione verso la scienza e le sue leggi.

Bebo e Bice sono rispettivamente un lombrico e una pulce, amici per la pelle e molto curiosi, che durante le loro avventura si trovano di fonte a situazioni da risolvere con l'osservazione e  un po' di intuito.
Con Il ponte, ad esempio, scoprono come costruire un ponte resistente con un foglio di carta.



Nel libro La bolla di sapone, invece, vogliono portare una bolla a un amico malato, ma come fare a trasportarla?



Sperimentando, scopriranno che la bolla scoppia se a contatto con una superficie asciutta, mentre resta integra se appoggiata su una superficie ricoperta di acqua saponata.
In tutti i loro libricini, Bebo e Bice propongono ai piccoli lettori un esperimento per mettere alla prova quello che i due protagonisti hanno appena scoperto.



Si tratta di un'attività semplice, alla portata dei più piccoli, con materiali comuni e veloce da eseguire: nulla, insomma, che metta in difficoltà i genitori o diventi frustrante per i bimbi,
Ecco: il bello di questa collana, secondo me, va oltre i pochi minuti del singolo esperimento, e sta proprio nella forma mentis che plasma, nell'ispirazione che crea.
Bimbi e genitori (e insegnanti, perché no?) imparano a farsi domande e a cercare le risposte sperimentando e osservando.

Di Bebo e Bice c'è anche una ministerie interattiva su YouTube: anche in questo caso, una proposta originale per coinvolgere i bambini in modo attivo, invitandoli a scegliere con un clic come proseguire l'esperimento, tra una serie di bivi possibili.

Non avevamo fatto in tempo a chiudere La bolla di sapone, io e il Piccolo T, che lui già incalzava con "mamma, dai, proviamo a fare le bolle!". E confesso che ero eccitata quanto lui, all'idea.
Sì, perché dopo aver provato l’esperimento proposto dal libro, ho voluto realizzare qualcosa che avevo in mente da tanto tempo:

Un soffia-bolle-giganti.


Ho cercato in rete qualche ricetta per fare delle bolle particolarmente resistenti. Molte usavano la glicerina (che non avevo), alcune il corn syrup o lo sciroppo di glucosio (che non avevo) e insomma, ho rimediato trovando una ricetta per creare una sorta di sciroppo di glucosio fai-da-te da aggiungere ad acqua e sapone.
I risultati non sono stati miracolosi come prometteva il post che avevo trovato, quindi mi astengo per ora dal darvi la ricetta (ma sperimenterò ancora, promesso): provate semplicemente con acqua e sapone per piatti, o aggiungete glicerina o glucosio, o comprate un liquido per bolle già pronto.

Del soffia-bolle invece sì, io e il Piccolo T siamo rimasti entusiasti, ed è così semplice e veloce da fare che piacerà anche a voi.
Vi bastano dello spago (meglio se quello di cotone morbido) e delle cannucce.



Tagliate due pezzetti di cannuccia, fateci passare lo spago e annodate formando un anello di spago.
Tutto qui? Sì, tutto qui.


I due pezzetti di cannuccia saranno le "maniglie" del nostro soffia-bolle.
Ora, basta prendere una bacinella, versarci il liquido per le bolle e intingerci il soffia-bolle.
Come Bebo e Bice insegnano, è importante, per non far scoppiare la bolla, che tutto ciò con cui viene a contatto sia insaponato, quindi bisogna bagnare bene anche le dita che stringono le maniglie.

Poi si allargano le mani, ed ecco una finestra saponata su cui soffiare. Con un po' di abilità in più, potrete formare la bolla anche semplicemente muovendovi e facendo passare l'aria attraverso il soffia-bolle, senza soffiare ma sfruttando il movimento dell'aria.


Risultato: cinque bambini del vicinato accorsi a giocare in meno di 10 minuti. 
Memo per la prossima volta: di soffia-bolle-giganti ne servono un po' di più.


         

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